martedì 12 gennaio 2021

LE COSTELLAZIONI DI AGGRUPACCIÒN SEÑOR SERRANO

Aggrupacciòn Señor Serrano è una compagnia teatrale con sede a Barcellona che crea spettacoli teatrali utilizzando oggetti, modelli, testi, suoni, video live e multimedia. Spesso lavorano in real time, operando su oggetti che filmano in scena e proiettando le riprese su un fondale, dichiarando loro stessi che la loro operazione è un'azione di tipo brechtiano,  politico, attraverso la quale vogliono mostrare agli spettatori il backstage del teatro attraverso una tecnica che nasce col cinema. Sul palcoscenico i media si integrano, dando un ruolo all'immagine che non è più corredo decorativo, scenografico, della rappresentazione di un testo, ma piuttosto un luogo di incontro tra narrazione e realtà. 
Nell'ottobre del 2020 portano in scena The Mountain, uno spettacolo che approda nel 2021 alla Biennale Teatro di Venezia: a pochi mesi dall'inizio del Covid 19,  in un'epoca che ha visto il mondo intero - stravolto da una situazione di cui non si conosce la verità - lottare per continuare a vivere, la compagnia catalana ha creato uno spettacolo che riflette sul senso della verità e del suo mistero nel mondo della comunicazione globale. Prendendo l'avvio da un fatto di cronaca, la scoperta sull'Everest del corpo del britannico George Mallory nel 1999, protagonista insieme  ad Andrew Irvine di una spedizione  sfortunata sulla cima dell’Everest nel 1924,  intrecciano trame parallele su diversi personaggi del mondo della politica, del cinema e dell' arte, chiedendosi e soprattutto chiedendo al pubblico dove inizia e dove finisce la verità. Le immagini e le clip con film e video di Orson Wells, Vladimir Putin, Tom Cruise e Ruth Mallory si intrecciano sotto forma di pezzi di documentari o clip, in un palcoscenico che vede la compresenza di alta tecnologia e artigianato. Infatti la compagnia lavora da sempre costruendo in scena le situazioni (con modellini, personaggi in scala, effetti scenici diversi) che vengono filmate (e proiettate su schermi mobili) con videocamere  wireless e, stavolta, anche con un drone. Si può scaricare il dossier dello spettacolo in fondo alla pagina nel loro sito. 
OLYMPUS (novembre 2020) É l'ultimo lavoro della Compagnia, dedicato ai miti greci e destinato principalmente ai bambini dai 6 agli 11 anni. É definita dai suoi autori come "una serie teatrale", che esplora secondo la suddivisione in diversi episodi - come le moderne serie tv -  i miti antichi che spesso sono stati all'origine  del teatro greco.  
Il primo episodio è dedicato alla storia di Prometeo, il primo uomo punito dagli dei per avere rubato il fuoco sacro. Ladro per aiutare gli uomini e per donare loro il fuoco divino. Come dice Pau Palacios in una intervista per KilowattIl mito di Prometeo ha diverse letture. Chi disubbidisce e viene punito offre tanti interrogativi. È giusto che sia punito o non è giusto? È un criminale o un ribelle? L’obiettivo è porre delle domande ai bambini. Il mito di Prometeo ci rimanda a costellazioni di riferimenti e significati. Prometeo è il dottor Frankenstein, creatore di nuova vita, oppure Julian Assange con il caso WikiLeaks: Assange è un criminale o un uomo che ha tolto i segreti ai potenti per darli al popolo? Non diamo risposte, ma rivolgiamo ai bambini delle domande, gli diamo degli input per stimolare il loro senso critico.”
L'idea del rimando a "costellazioni di significati" consente di conoscere una procedura metodologica della Aggrupaciòn, che individua non un solo significato intorno al quale ruotano tutti gli altri, ma costellazioni, ovvero  insiemi di collegamenti, lineari e non, tra oggetti significativi puntiformi, aventi tutti una importanza centrale e distribuiti nello spazio e nel tempo della memoria collettiva. 
Un po' come i LEGO che vengono utilizzati come personaggi: umanoidi amatissimi dai bambini, realizzati mediante la giustapposizione di elementi seriali componibili, in cui si possono scambiare braccia, facce, abiti, capelli. 
Il progetto, nato  prima del Covid, è risultato efficace nella sua versione online, perchè in essa la compagnia ha potuto sperimentare una proficua interazione a distanza con i piccoli spettatori. Concludiamo con le parole di Pau Palcios: “Il bello dell’online è che ci permette una replicabilità che azzera le distanze, specialmente in questo periodo in cui non si può viaggiare.". 
Si legga anche il pezzo di Annamaria Monteverdi nel suo blog Quando Prometeo è Assange 

BIRDIE
Nel 2017 hanno portato al Roma Europa Festival Birdie, uno spettacolo teatrale multimediale del 2016 dal vivo, che parlava di guerre e di migrazioni di massa.
La scena era ambientata in un campo da golf di Melilla, città enclave spagnola in Marocco, dove un fotografo che deve documentare una partita di golf nota strani uccelli appollaiati sulle reti che delimitano il campo: lo zoom ci mostra che quelli sulle reti non sono uccelli, ma esseri umani. 

Il titolo ripete quello del famoso film di Hitchcock, e lo spettacolo si snoda tutto tra un collegamento e l'altro: il cinema classico che richiama l'attenzione degli spettatori sul ricordo comune di inquadrature e sequenze indimenticabili, l'attualità politica e storica condivisa dai media di una parte consistente del mondo occidentale, i giochi come il golf oppure i giocattoli - animali dei bambini che richiamano anche i personaggi dei videogiochi, e poi la carta stampata, le cartoline, le immagini e i titoli dei giornali. In buona sostanza, sono qui presenti i tre modelli culturali (cinema, carta stampata e video - giochi) che vengono reinterpretati secondo Manovich nelle opere multimediali, e che coinvolgono gli spettatori nel seguire una narrazione non lineare.
Si legga qui il testo dell'intervista data a Chiara Pirri in occasione della rappresentazione al Teatro Vascello nell'ambito del Roma Europa Festival.

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